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Caterina di Jacopo di Benincasa (Siena, 1347-Roma, 1380).

Nacque nel popolare rione di Fontebranda ed entro' nel 1363 a far parte delle Mantellate del Terz'Ordine di San Domenico, conducendo vita di preghiera e penitenza, prodigandosi con tutte le proprie energie nell'opera di assistenza ai poveri ed ai malati.




L'idea che domino' l'animo di Caterina fu quella di pacificare il mondo cristiano, dilaniato da guerre e lotte religiose.


Altro compito che volle assumersi fu quello di riportare la Sede Pontificia a Roma; giunta nel giugno 1376 ad Avignone con la sua ferma determinazione riusci' a persuadere Gregorio XI, proprio dove avevano fallito illustri e potenti personaggi del tempo.
Il 17 gennaio 1377 Gregorio XI faceva solennemente ingresso in Roma.

Giorgio Vasari (Sala Regia del Palazzo Apostolico)



Caterina si spense il 29 aprile 1380 ed il suo corpo riposa sotto l'altare maggiore di Santa Maria sopra Minerva a Roma, mentre la testa ed un dito sono custoditi nella Basilica di San Domenico a Siena.
Canonizzata da Pio II il 20 giugno 1461, venne proclamata da Pio XII il 18 giugno 1939 Compatrona d'Italia; Paolo VI la elevo' il 4 ottobre 1970 a Dottore della Chiesa, infine Giovanni Paolo II la proclamo' il 1 ottobre 1999 Compatrona d'Europa.


Oltre che per la sua opera caritatevole e diplomatica a favore della pace e della Cristianita', Caterina e' ricordata anche per la sua produzione letteraria.
Santa Caterina ha lasciato, oltre alla famosissime "Epistole", un "Dialogo della Divina Provvidenza" e 25 "Orazioni", tutte pervase da un intenso fervore religioso, facendo puro di un puro idioma senese, quanto mai vivace e colorito.

Copertina del volume "Epistole scelte di S.Caterina"
impresso nel 1492 da Giovanni Jacopo Fontanesi
conservato nella Biblioteca Universitaria di Bologna




I discepoli di Caterina, con l'intento di ricordare e proseguire la sua opera, dettero vita alla Corporazione dei "Caterinati", promovendo una serie di manifestazioni in suo onore ad imperitura memoria.
La devozione a Santa Caterina e' testimoniato dall'elevatissimo numero di opere d'arte commissionate, non solo a Siena, per perpetrarne la fama ed il culto.

Ambrogio da Fossano detto il Borgognone, "La Vergine ed il Bambino tra Santa Caterina d'Alessandria e Santa Caterina da Siena" (National Gallery di Londra)


Pala di Grazio Cozzoli, "La Vergine del Rosario tra San Domenico e Santa Caterina da Siena", dipinta per celebrare la vittoria nella battaglia di Lepanto, conservata a Santa Croce di Bosco Marengo (Alessandria)




Filippo Naldini, "La Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina", pala conservata nella Chiesa dei Santi Pietro e Callisto a Civitella d'Agliano (Viterbo)