Passaggi
Case alte, massicce, edificate in mattoni, oggi di un rosso annerito, si stringono le une contro le altre e danno alle strade l'aspetto di semplici corridoi; case-fortezza organizzate per la difesa: mura spesse, porte strette, poche aperture, e ogni sorta di costruzioni che strapiombano sulla strada e offuscano la luce, già debole, in passaggi larghi due o tre metri.
Molte case comunicano l'un l'altra, al di sopra della strada, attraverso ponti o semplici archi, gettati a traverso a qualunque altezza.
Nel bel tempo che fu, durante le guerre, quando nella città imperversavano le rivoluzioni e ognuno lustrava vigorosamente alabarde e guisarme nella dolce speranza di sventrare il maggior numero possibile di concittadini, oltre a questi ponti permanenti si gettavano anche dei ponti volanti attraverso aperture speciali praticate nelle mura che stabilivano comunicazioni di palazzo in palazzo o di casa in casa per la difesa dei quartieri.
Si immaginano in queste strade scannamenti terribili tra Guelfi e Ghibellini: gli attori sono partiti, ma l'ambiente è rimasto.
A. Robida, Un covo di briganti, una caserma di condottieri
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